XXIX Compasso d’Oro ADI 2026: i vincitori

Il Compasso d’Oro 2026 conferma una cosa: il design migliore non si limita a disegnare oggetti belli, ma interpreta il modo in cui viviamo, abitiamo, ci muoviamo e consumiamo. La XXIX edizione del Premio Compasso d’Oro ADI, celebrata il 22 maggio all’ADI Design Museum di Milano, ha premiato 20 progetti, affiancati da 38 Menzioni d’Onore, 3 Compassi d’Oro Young e riconoscimenti alla carriera.

compasso d'oro 2026
© courtesy ADI

Il tema di questa edizione

Il tema scelto da ADI è chiaro: “il progetto come lettura critica del mondo”. Una formula densa, ma molto concreta. Significa guardare al design come a uno strumento capace di affrontare sostenibilità, inclusione, innovazione industriale, qualità dell’abitare e memoria progettuale. Non solo prodotti, quindi, ma anche sistemi, servizi, ricerche, materiali e nuove forme di responsabilità.

Una giuria internazionale per leggere il presente

L’assegnazione dei premi è stata affidata a una giuria internazionale composta da Giovanna Carnevali, executive director e head of design per Expo 2030 Riyadh; Lorenza Baroncelli, direttrice del Dipartimento di Architettura e Design contemporaneo del MAXXI; Giovanni Brugnoli, presidente della Fondazione Imprese e Competenze per il Made in Italy; Luciano Galimberti, presidente ADI; e Jasper Morrison, designer britannico tra le voci più autorevoli del progetto contemporaneo.

giuria compasso d'oro
© courtesy ADI

La selezione restituisce un panorama molto ampio. Accanto a divani, lampade e sedute compaiono automobili, biciclette, progetti grafici, dispositivi medicali, soluzioni per l’emergenza abitativa, strumenti digitali e ricerche sul sistema design. È un’immagine fedele del presente: la casa resta centrale, ma dialoga con città, mobilità, salute, cultura e ambiente.

La cerimonia all’ADI Design Museum

La premiazione si è svolta nella sede milanese dell’ADI Design Museum, luogo simbolico per il design italiano. Qui il Compasso d’Oro non è soltanto un premio, ma una memoria viva: ogni edizione aggiunge nuovi tasselli a una collezione che racconta oltre settant’anni di cultura del progetto.

adi museum
© courtesy ADI

Durante la cerimonia, le istituzioni hanno sottolineato il ruolo di Milano come capitale del design e laboratorio internazionale del Made in Italy. Il messaggio più interessante, per chi arreda o progetta la propria casa, riguarda la qualità: oggi un prodotto ben disegnato non può limitarsi alla forma. Deve durare, rispondere a bisogni reali, usare materiali in modo intelligente e costruire un rapporto più consapevole con lo spazio domestico.

Giovani talenti e maestri del progetto

Il Compasso d’Oro Young 2026 ha premiato tre progetti: Sentimetro di Alessandro Brutti, StainEraser di Beatrice Duina, Filip Malata e Francesca Corona, e Uno di Erik Bruno Kollmorgen e Vincenzo Magni. È una sezione da guardare con attenzione, perché anticipa linguaggi e sensibilità che nei prossimi anni entreranno nelle aziende, negli studi e forse anche nelle nostre case.

Molto forte anche il capitolo dei Compassi d’Oro alla Carriera. Tra i nomi più vicini al mondo dell’abitare spiccano Paola Lenti, premiata per la sua ricerca su filati tecnici, colore, outdoor e circolarità; Alberto Meda, maestro della leggerezza strutturale e dell’incontro tra ingegneria e design; Patrizia Moroso, figura chiave nella sperimentazione tra artigianalità, industria e linguaggi internazionali; Pietro e Antonio Galimberti, legati alla cultura Flexform dell’eleganza sobria e senza tempo.

Tra i Premi alla Carriera del Prodotto, tre icone parlano direttamente agli appassionati di arredo: la Sedia ’64 di AG Fronzoni per Cappellini, il Tavolo Eros di Angelo Mangiarotti per Agape e il Tavolo con ruote di Gae Aulenti per FontanaArte. Tre oggetti molto diversi, accomunati da una qualità rara: non sembrano appartenere a un’epoca chiusa, ma continuano a suggerire idee per interni contemporanei.

Mostra e collezione permanente

Fino al 4 giugno 2026, i progetti candidati al XXIX Premio Compasso d’Oro ADI sono esposti all’ADI Design Museum. La mostra permette di leggere da vicino prodotti, servizi, sistemi e ricerche selezionati dall’Osservatorio Permanente del Design ADI. Il museo custodisce circa 2.500 oggetti e documenti premiati o selezionati nella storia del Compasso d’Oro.

Per chi ama il design, è un’occasione preziosa: vedere un oggetto dal vivo permette di capirne proporzioni, materiali, dettagli costruttivi e presenza nello spazio. Aspetti che nessuna immagine restituisce fino in fondo.

adi museum
© courtesy ADI

I prodotti premiati

I 20 Compassi d’Oro 2026 compongono una mappa eterogenea. Tra i vincitori ci sono Vicino da lontano, progetto per migliorare la vita dei profughi; la macchina da caffè Airo Vision+; il divano Array; ATM Manifesto; la lampada Bilboquet; il progetto grafico di Casabella; la poltrona D’Antan; il robot ferroviario Felix R; la Fiat Topolino; la sedia a rotelle Genny Zero; Litokol Microcemento; la cassa acustica Model Zero; il dispositivo acustico Nuance; l’Annual Report del Salone del Mobile.Milano; Spaghetto 3D; la bicicletta Steelnovo; The Glitch Camp; lo sgabello-tavolino Trespolo; la vetrina museale Wing e il catamarano gonfiabile X-FUN.

Questa varietà dice molto sul design italiano attuale: non una disciplina chiusa nel prodotto d’arredo, ma una cultura progettuale capace di entrare in settori molto diversi mantenendo attenzione a forma, funzione, impatto e qualità industriale.

Scopri i prodotti premiati nell’edizione 2024

Sfoglia la gallery dei vincitori

Gli arredi premiati: idee per la casa contemporanea

Per il pubblico di Designbest, alcuni vincitori meritano uno sguardo speciale. Array, il divano disegnato da Snøhetta per MDF Italia, interpreta l’imbottito come paesaggio domestico: non solo seduta, ma piattaforma fluida per conversare, leggere, lavorare e abitare il living con libertà.

Bilboquet di Philippe Malouin per Flos porta nella lampada da tavolo un equilibrio sottile tra gesto ludico e precisione tecnica. È il tipo di oggetto che funziona su una scrivania, su un comodino importante o in un angolo lettura, perché unisce presenza scultorea e uso quotidiano.

D’Antan di Raffaella Mangiarotti per De Padova lavora su memoria e comfort. Il suo valore sta nella capacità di evocare una poltrona familiare senza cadere nel nostalgico: una presenza misurata, adatta a interni eleganti, caldi, non ostentati.

Trespolo di Giulio Iacchetti per Orografie, a metà tra sgabello e tavolino, racconta invece la nuova versatilità richiesta agli spazi domestici. Piccolo, mobile, ibrido: un complemento pensato per case dove ogni elemento deve poter cambiare ruolo con naturalezza.