Piastrelle di ceramica che diventano arte: Curiosa Meravigliosa

Possiamo dire senza esitare che Marazzi è una delle eccellenze italiane nel mondo oltre a essere uno dei più noti marchi nel settore delle piastrelle di ceramica. Non a caso, la Sassuolo dove l’azienda è nata, nel 1935, è diventata parte del Distretto Ceramico, un territorio produttivo famoso nel mondo.

Quello che forse non tutti sanno è che Marazzi affianca alla produzione e alla ricerca tecnologica numerose attività artistiche e progetti culturali. Sono iniziative diverse con cui l’azienda dimostra la sua passione nel sostenere e promuovere la creatività e le ricchezze di quel territorio in cui è nata, tra Modena e Reggio Emilia. Oggi, in particolare, vogliamo segnalare un progetto artistico davvero interessante, sia per il valore simbolico sia per le tecnologie utilizzate: una chicca da non perdere per chi passa da quelle parti!

Si chiama “Curiosa Meravigliosa” ed è un grande foto-mosaico firmato dall’artista Joan Fontcuberta e realizzato con piastrelle di ceramica stampate in digitale, prodotte ovviamente da Marazzi.

Un grande foto-mosaico in piastrelle di ceramica

Curiosa Meravigliosa è un’opera di arte pubblica permanente, commissionata dal Comune di Reggio Emilia al fotografo catalano Joan Fontcuberta e a Marazzi: un foto-mosaico eccezionale, alto 16 metri e largo 6, che campeggia sull’edificio dei Musei Civici. È composto da oltre 12.000 fotografie stampate in digitale su grandi piastrelle di ceramica, fotografie che sono state inviate dai cittadini e selezionate da Fontcuberta per comporre un’unica grande immagine, quella di un pavone.

Il pavone come simbolo di esperienza visiva

Siamo rimasti affascinati da questo progetto straordinario e dal suo potere evocativo e simbolico. A cominciare dalla scelta del soggetto, il pavone, che rappresenta fin dalla mitologia greca bellezza ma anche curiosità e saggezza: si narra infatti che quelli sulla coda piumata siano in realtà cento occhi, che in questo progetto sottolineano l’importanza della visione come fonte di esperienza e fruizione artistica.

La tecnologia di Marazzi

La scelta di realizzare l’opera in fotoceramica ha il valore esemplare di recuperare una tecnica ottocentesca, rielaborata con tecnologie attuali, e di applicarla a un’era in cui l’incredibile abbondanza di immagini obbliga l’artista a rivedere il rapporto stesso con la fotografia. Tutto è digitale e intangibile, ed ecco perché è interessante e necessario rivalutare le qualità della materia, come la ceramica.

In questo processo artistico e produttivo, il laboratorio e la fabbrica Marazzi hanno ospitato Joan Fontcuberta durante la produzione e la stampa delle piastrelle di ceramica. La posa a parete è stata poi affidata al team di Marazzi Engineering, la divisione specializzata dell’azienda.

Un’opera pubblica e collettiva

L’altro aspetto davvero affascinante di Curiosa Meravigliosa è il suo significato sociale e urbano. È un’opera collettiva perché è composta dalle migliaia di foto inviate dai cittadini reggiani. Sono fotografie di dimensioni ridotte, immagini che di solito si guardano individualmente e richiedono un rapporto intimo tra l’osservatore e la foto.

Ma qui ogni foto diventa un contributo per qualcosa di più grande, pensato per una fruizione collettiva. Ed è proprio qui, nel passaggio dalla dimensione privata a quella pubblica, nella condivisione, che si costruisce e si rappresenta il senso di comunità e di appartenenza. Allora, se le piastrelle di ceramica sono gli individui, l’opera è la società, da osservare nella sua bellezza.

marazzi e fontcuberta

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