Località: Dresano (Lodi, Italia)
Design: Vincenzo Corvino e Giovanni Multari architetti – Ph: Studio F64/Paolo Cappelli, Maurizio Criscuolo
Anno: 2021
Strutture sacre e religiose, centri di culto, preghiera e meditazione, maestosi edifici hanno solcato i secoli arrivando sino a noi in tutta la loro bellezza. Imponenti e misteriose strutture architettoniche dialogano attraverso un silenzioso linguaggio composto da simboli, numeri e metafore di cui l’architettura e la geometria sacra sono impregnate e alle quali molte culture, sin dall’antichità, hanno dedicato notevoli risorse e approfonditi studi.
Il segreto rapporto tra i numeri e l’armonia che governa la creazione delle forme, si esprime in tutto il suo virtuosismo attraverso l’applicazione di forme euclidee – cerchi, triangoli e quadrati – sezione aurea e proporzioni degli armonici, per dare vita alla perfezione di nuove composizioni architettoniche, in un perenne dialogo tra passato, presente e futuro.
L’architettura sacra si trasforma perciò in una vera e propria forma d’arte, forse tra le più complesse, poiché presuppone la capacità di entrare in connessione con la purezza di quelle stesse forme e strutture volumetriche che, attraverso profondi simbolismi talvolta composti da ripetitivi schemi crescenti, sono in grado di entrare in assonanza con la vera essenza dell’essere umano.

L’edificio di culto è costituito da due cilindri concentrici: quello interno più basso che accoglie l’aula liturgica definita dalla disposizione convergente delle panche verso il presbiterio e quello esterno più alto che, oltre a consentire alla luce naturale di illuminare l’aula, disegna anche un deambulatorio che avvolge l’intera assemblea e rappresenta la chiusura perimetrale dell’edificio stesso.
Quest’ultimo spazio ospita i luoghi liturgici: presbiterio, custodia eucaristica, fonte battesimale e penitenzieria. La posizione del presbiterio, posto al termine della sequenza sagrato-porta-aula-abside, aggiunge alla centralità dell’impianto circolare un altro fondamentale elemento simbolico, l’assialità dello spazio che culmina con la grande statua del Crocefisso, scolpita da Nino Longobardi.
La sobrietà e sacralità del luogo vengono inoltre espressi attraverso la scelta del pavimento rivestito con lastre in gres porcellanato 60×120 cm e 30×60 cm della collezione Marte nel colore Thassos, in finitura naturale.

Pavimento: Marte Thassos