Nel cuore del Veneto, tra Romano d’Ezzelino e Rosà, L’Arreda Bene e L’ab47 formano un ecosistema progettuale unico, dove la casa prende forma come espressione autentica della persona.
Da una parte lo showroom, con sede a Romano d’Ezzelino, spazio espositivo pensato per il contatto diretto con i materiali, gli arredi, le finiture. Dall’altra Lab47, lo studio-laboratorio di Rosà, luogo di sperimentazione e pensiero libero, dove le idee si trasformano in progetti su misura

L'Arreda Bene Showroom

L'ab47 Concept Store
Qui, la progettazione non è mai ripetizione, ma ricerca continua: ogni spazio viene immaginato e costruito attorno a chi lo vivrà, mescolando funzionalità, estetica e soluzioni intelligenti.
Se sei interessato a una consulenza personalizzata contatta senza impegno il team L’Arreda Bene
L’Arreda Bene: dove nascono gli spazi che emozionano
Da oltre vent’anni, questa doppia anima – esposizione e visione, concretezza e slancio creativo – permette a L’Arreda Bene di accompagnare il cliente in un percorso completo, che parte dall’ascolto e si sviluppa in soluzioni personalizzate, originali e sempre coerenti.
Che si tratti di una casa da vivere ogni giorno, di una seconda abitazione o di uno spazio business, l’obiettivo è sempre lo stesso: dare forma a un ambiente che emoziona, funziona e racconta.

Progettazione sartoriale e arredi intelligenti
Alla base del metodo di L’Arreda Bene c’è una convinzione semplice: il design è uno strumento per vivere meglio. Per questo il lavoro parte sempre dall’ascolto e si sviluppa attraverso una consulenza attenta, che si traduce in ambienti armonici e funzionali, studiati per valorizzare ogni spazio.
Un ruolo chiave lo gioca il lavoro su misura, che consente di ottimizzare anche le metrature più complesse, dando forma a soluzioni flessibili, come gli spazi a scomparsa. Letti, piani di lavoro, sistemi contenitivi, cucine e armadiature nascoste: sono progetti che sfruttano tecnologia e meccanica avanzata, ma che non perdono mai di vista l’estetica.
L’arredo viene selezionato con cura e ha sempre un ruolo funzionale nel progetto complessivo. Non si sceglie un mobile, si costruisce un’identità. E questa identità si esprime in materiali, colori, superfici e dettagli pensati per creare equilibrio tra comfort, bellezza e innovazione.
Un team creativo per chi ama distinguersi
Alla base di ogni progetto firmato L’Arreda Bene c’è un team affiatato e poliedrico, capace di interpretare desideri complessi con soluzioni eleganti e su misura.
Interior designer, progettisti, consulenti: ogni figura porta con sé una sensibilità specifica e una visione personale, contribuendo alla creazione di ambienti unici, riconoscibili e perfettamente calibrati sullo stile di vita di chi li abiterà.

Team Creativo
A guidare questa squadra c’è Denis Sartori, mente creativa ed energia propulsiva del progetto: è lui a trasformare l’ascolto in visione, a far dialogare materiali, geometrie e funzioni con uno sguardo sempre nuovo, mai scontato. Accanto a lui, il fratello Johnny Sartori, figura tecnica e pragmatica, garantisce solidità operativa e precisione nella realizzazione, coordinando ogni fase del cantiere con competenza e attenzione al dettaglio.

Denis Sartori

Johnny Sartori
Insieme rappresentano la mente e il cuore di un progetto che evolve nel tempo senza perdere autenticità. La loro forza sta nel saper unire due approcci diversi ma complementari: l’intuizione e la visione, da un lato; la concretezza e l’organizzazione, dall’altro. È proprio da questo equilibrio che nascono ambienti pensati per chi cerca una casa davvero personale, dove funzione, estetica ed emozione si fondono in un’unica esperienza progettuale.
Intervista a Denis Sartori: l’energia creativa che guida L’Arreda Bene

Partiamo dal cuore del tuo lavoro: il progetto. Ogni casa ha una propria identità, una storia da raccontare. Come affronti il momento progettuale e che significato dai al concetto di “casa su misura” oggi, in un contesto in cui le esigenze dell’abitare cambiano continuamente?
Per me progettare non è mai un gesto tecnico. È un atto creativo che parte sempre dall’ascolto. La casa su misura non è solo un insieme di arredi ben distribuiti, ma una forma di espressione personale. Ogni persona ha abitudini, desideri, ritmi e sogni diversi. Il mio compito è interpretarli, trasformarli in materia, luce, percorsi, proporzioni.
Il risultato finale nasce sempre da un lavoro di squadra. Il team di L’Arreda Bene è fatto di persone diverse per competenze e sensibilità, ma unite da una visione comune. Che ruolo ha per te il confronto all’interno del gruppo e quanto conta lavorare in un clima di fiducia, scambio e rispetto reciproco?
Tantissimo. Lavorare bene da soli è impossibile, soprattutto in un ambito così articolato come quello dell’interior design. Il nostro è un team affiatato, fatto di persone brillanti, curiose, con sensibilità diverse che si integrano. C’è sempre confronto, scambio, anche punti di vista opposti. Ed è proprio lì che nasce la qualità: quando le idee si contaminano e diventano qualcosa di più.
Uno degli aspetti che caratterizza i vostri progetti è l’uso intelligente dello spazio. Soluzioni a scomparsa, mobili trasformabili, sistemi integrati: come nascono queste idee e che ruolo giocano tecnologia e flessibilità nel vostro approccio progettuale?
Le richieste cambiano e le case anche. Oggi gli spazi devono fare molto di più con meno. Le soluzioni a scomparsa, i mobili trasformabili, i sistemi integrati rispondono a queste nuove esigenze. Ma non sono mai compromessi: li studiamo per essere belli, funzionali e durevoli. Il progetto non deve solo risolvere un problema, deve anche emozionare.
L’Arreda Bene è profondamente radicato nel territorio veneto. Quanto è importante per te il legame con le maestranze locali e come riesci a integrare il sapere artigiano con una visione contemporanea del design?
È un legame profondo, naturale. Sono cresciuto tra materiali, falegnamerie, artigiani che ti insegnano il valore della precisione e del lavoro fatto con passione. Ancora oggi collaboriamo con professionisti del territorio, perché condividiamo un linguaggio comune, fatto di rispetto e cura del dettaglio. Ma non è un localismo nostalgico: è un modo per portare nel progetto un’anima vera, concreta, capace di dialogare anche con tecnologie avanzate e visioni internazionali.