Dal 1976 al 2026, l’azienda marchigiana racconta mezzo secolo di evoluzione della sicurezza domestica, tra tecnologia, ricerca e nuovi modi di progettare l’ingresso di casa.
Ogni casa comincia da una soglia. Prima ancora del soggiorno, della cucina o degli arredi, c’è una porta che decide come entriamo, cosa lasciamo fuori e quale immagine diamo dello spazio che ci appartiene. È da qui che si può leggere la storia di Di.Bi. Porte Blindate, che nel 2026 festeggia cinquant’anni di attività: mezzo secolo in cui la sicurezza domestica ha smesso di essere soltanto una questione tecnica per entrare a pieno titolo nel progetto dell’abitare.

Dal 1976 al giorno d’oggi
La storia parte nelle Marche nel 1976, nell’ambito delle lavorazioni metalliche. Un anno dopo arriva la produzione di controtelai in acciaio per infissi, mentre il passaggio decisivo avviene nel 1983, quando Michele Delvecchio realizza la prima porta blindata Di.Bi. Da quel momento l’azienda concentra sempre più la propria ricerca sulla sicurezza residenziale, anticipando anche alcune evoluzioni tecnologiche del settore: nel 1987 introduce infatti porte dotate di serrature elettroniche ed elettromeccaniche.
La porta diventa parte dell’interior
Negli anni Novanta Di.Bi. cresce sul piano produttivo, sviluppa brevetti e amplia la propria offerta. Nel 1993 nascono le grate estensibili Briareo e, due anni più tardi, l’azienda avvia internamente la produzione dei rivestimenti.
È un passaggio che cambia anche il modo di guardare al prodotto. La porta blindata non è più soltanto struttura, serratura e prestazione: il suo lato visibile comincia a entrare nel linguaggio dell’arredamento.

Negli anni Duemila questo percorso trova una forma ancora più esplicita nelle collaborazioni con Momo Design e Karim Rashid, affiancati dagli artisti Paolo Del Signore e Raffaele Gerardi. Colori, segni e finiture trasformano così il rivestimento in una superficie progettuale, capace di dialogare con materiali e atmosfere della casa.
Tra presenza scenica e discrezione
Anche le tipologie cambiano insieme all’architettura. Di.Big, presentata nel 2016, interpreta il tema dei grandi ingressi con una porta blindata a bilico, pensata per aperture importanti e spazi nei quali la soglia diventa un vero elemento compositivo.


Con Rasomuro, introdotta nel 2020, la direzione è quasi opposta: la porta cerca continuità con la parete e si inserisce negli interni più essenziali riducendo al minimo la propria presenza visiva. Due soluzioni diverse, ma accomunate dalla stessa idea: oggi è la porta a doversi adattare al progetto della casa, non il contrario.
Cinquant’anni, con lo sguardo avanti
Nel 2008 l’ingresso della seconda generazione ha dato continuità alla dimensione familiare dell’impresa. Oggi il percorso prosegue anche sui temi dell’efficienza e della sostenibilità, con fornitori di prossimità, valorizzazione della filiera marchigiana, interventi energetici sugli stabilimenti e l’adesione alla Comunità Energetica Rinnovabile di Fano – Fano Be Green.
Dopo cinquant’anni, la porta blindata resta prima di tutto un elemento di protezione. Ma deve anche confrontarsi con comfort, tecnologia, prestazioni energetiche, personalizzazione e qualità estetica. È probabilmente questo il passaggio più interessante nella storia di Di.Bi. Porte Blindate: aver accompagnato la soglia di casa da elemento tecnico a parte integrante dell’architettura dell’abitare.
