Il pavimento in legno è da sempre uno dei materiali preferiti per la casa. Caldo e naturale, regala un’immediata la sensazione di benessere e a un’atmosfera accogliente agli ambienti. Non solo, il legno può anche contribuire a renderli più salubri.
Della crescente attenzione alla salute e della maggiore consapevolezza che il benessere dipende molto anche dai materiali e di conseguenza dall’aria che ci circondano, ci parla Valerio Vettoretti, titolare di Vettoretti Ceramiche, affermato centro trevigiano di finiture d’interni che propone prodotti all’avanguardia e marchi prestigiosi.
Gli abbiamo chiesto come possiamo migliorare la qualità del nostro ambiente domestico scegliendo prodotti ecosostenibili e biocompatibili a partire dal pavimento in legno.
Negli ultimi decenni l’evoluzione tecnologica ha trasformato quello che chiamavamo parquet, ossia le tavolette in spesso legno massello da levigare e verniciare o oliare dopo la posa, nel “pavimento in legno”, le tavole prefinite in fabbrica che si posano già “finite”. E qui le differenze di qualità possono essere enormi: Valerio ci racconta in 10 esempi come scegliere un pavimento in legno realizzato con materie prime durevoli nel tempo, non tossiche e non inquinanti, che se da sostituire possono essere smaltite in modo sostenibile, e che hanno in tutto e per tutto l’impareggiabile fascino di un autentico parquet.
Prefinito e naturale
Il pavimento in legno è composto da tavole prefinite, già levigate, oliate o verniciate. Possono avere 2 o, meglio, 3 strati di legno incrociati che ne garantiscono la stabilità. Per un ambiente più salubre gli strati dei pavimenti di Fiemme 3000 sono incollati tra loro cole viniliche atossiche. Lo spessore del legno nobile deve essere minimo 2,5mm.